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» Il pinguino di Magellano

Questi eleganti uccelli dal piumaggio nero sul dorso e bianco sul ventre non possono volare ma sono ottimi nuotatori e tuffatori. Le zampe sono spostate ben indietro e ciò li rende abbastanza goffi nel camminare ma li aiuta a nuotare. Il piumaggio è compatto e hanno uno spesso strato di grasso sotto la pelle. Usano le ali come pinne per avanzare nell’acqua e tornano sulla terra ferma soltanto per il periodo di riproduzione o di muta del piumaggio.

Il pinguino di Magellano può raggiungere i 70 cm di altezza e un peso massimo di 56 kg. Il corpo è affusolato, lo scheletro è robusto e pesante con una gabbia toracica ampia e uno sterno ben sviluppato.

La riproduzione

Dopo aver trascorso l’inverno nelle coste del Brasile, più di duecentomila coppie di pinguini di Magellano arrivano alle coste del Chubut a metà Settembre per riprodursi. I primi ad arrivare sono i maschi. Questi giungono a terra qualche giorno prima delle loro compagne (sono monogami e formano coppie stabili) e cominciano a pulire e a rimettere a nuovo lo stesso nido che è stato usato l’anno prima. Là aspettano riposati l’arrivo delle compagne che avverrà un paio di giorni più tardi.
La deposizione delle uova ha luogo a fine Settembre e ogni femmina ne depone normalmente due, con un intervallo di circa quattro giorni fra l’uno e l’altro. Dopo 40 giorni di incubazione, in Novembre, nascono i piccoli. Hanno una fame insaziabile e i genitori si devono alternare per andare verso la spiaggia in cerca di cibo.

La Dieta

La sua dieta è ampia e dipende dalla disponibilità delle prede. Comprende piccoli pesci, calamari e crostacei.

Il piumaggio

Una visita in Novembre o Dicembre a Cabo Dos Bahías o a Punta Tombo permette di distinguere tre generazioni di uccelli: i piccoli appena nati sono ancora nei nidi e sono ricoperti da un piumino morbido e grigio; i genitori hanno un piumaggio bianco e nero ben contrastato e lo curano con attenzione; i giovani o piccoli dell’anno precedente hanno il corpo ricoperto da vere piume, ma grigie. Questi sono coloro che sono ritornati alla costa per la muta. Devono rimanere sulla terra ferma per un mese, affamati, aspettando che il loro fiammante piumaggio adulto finisca di completarsi ed impermeabilizzarsi.

La mortalità

Oggigiorno esistono tre cause principali di mortalità indotte dall’uomo: le fuoriuscite di petrolio, lo scarico di petrolio a mare proveniente dal lavaggio dei serbatoi delle navi e la cattura involontaria dei pinguini nelle reti da pesca. Studi recenti hanno dimostrato che almeno nel 10% dei casi la morte degli uccelli durante la migrazione è dovuta all’inquinamento da petrolio, un altro 6% alla cattura nelle reti da pesca.


Un animale molto casalingo

Scheda Tecnica Spheniscus Magellanicus

Nome scientifico: Spheniscus magellanicus
Nomi volgari: Pinguino di Magellano.
Statura media: 44 cm
Peso medio: intorno ai 4 kg.
Alimentazione: pesce e calamaro
Predatori: lo stercorario maggiore, lo zafferano meridionale, il gabbiano di Magellano, la colomba antartica, l’ossifraga e la volpe della Patagonia sono ritenuti i predatori naturali del pinguino poiché si nutrono delle uova o dei piccoli; altri predatori sono l’uomo ed il petrolio.
Habitat: spiagge e coste rocciose.

Fonti delle informazioni:

  1. Tell, G.; Izaguirre, I.y Quintana, R.: Flora y Fauna Patagónicas, Edizioni Caleuche, 1997.
  2. Oliva, G.: Aves Patagónicas, Unidad Académica di Río Gallegos, 1993
  3. Narosky, T. y Yzurieta, D.: Guía para la identificación de las aves de Argentina y Uruguay.
  4. Web site Animal Diversity Web de la University of Michigan Museum of Zoology.
  5. Direzione di Fauna e Flora Selvatica del Governo del Chubut.